La stagione della “vendita informale” sulle piattaforme digitali è finita.
Dal 2023 la direttiva DAC7, recepita in Italia con il D.Lgs. 32/2023, ha introdotto un sistema di controllo automatizzato che permette all’Agenzia delle Entrate di conoscere — senza accertamenti preliminari — i dati di chi vende online tramite Vinted, eBay, Etsy, Subito, Airbnb e piattaforme analoghe.
Questo meccanismo, combinato con gli orientamenti della Cassazione, ridisegna completamente gli obblighi per i venditori e le responsabilità per noi studi professionali.
DAC7 in concreto: come funziona davvero
I gestori delle piattaforme digitali devono identificare i venditori, verificare i loro dati e trasmettere annualmente all’Agenzia delle Entrate una serie di informazioni precise.
Le soglie che fanno scattare il reporting
Vengono comunicati i dati dei venditori che superano:
- 30 operazioni annue, oppure
- 2.000 euro di compensi complessivi.
Basta una delle due condizioni.
E non serve che il venditore abbia partita IVA: il flusso parte comunque.
Quali dati vengono trasmessi
Le piattaforme comunicano:
- anagrafica e codice fiscale del venditore;
- numero totale delle operazioni concluse;
- importi incassati;
- conti di accredito;
- eventuali commissioni trattenute.
Il risultato? Un quadro fiscale completo, che permette all’Agenzia delle Entrate di valutare in autonomia se l’attività è occasionale o abituale.
Controlli data-driven: il nuovo modo dell’Agenzia di ricostruire i redditi
I dati DAC7 confluiscono nel sistema europeo CCN, dove vengono incrociati con banche dati nazionali, flussi bancari, movimenti digitali e perfino i numeri degli annunci pubblicati.
L’Agenzia potrà analizzare automaticamente:
- il volume delle vendite;
- la frequenza delle transazioni;
- la provenienza dei pagamenti;
- la regolarità dei flussi.
Se i numeri indicano sistematicità, l’attività viene considerata impresa, con le relative implicazioni fiscali.
Cosa può arrivare al contribuente
- invito a comparire (art. 32 DPR 600/73);
- questionario DAC7;
- accertamento sintetico fondato sugli incassi;
- recuperi d’imposta e sanzioni per mancanza di partita IVA.
Non è più necessario scoprire il contribuente tramite controlli “tradizionali”: è il sistema che lo segnala.
Cosa significa per noi studi professionali
La DAC7 apre un nuovo fronte operativo, che richiede un approccio molto più strutturato rispetto al passato.
1. Monitorare attivamente i clienti che vendono online
Dobbiamo inserire nei nostri processi una fase di analisi preventiva:
- numero delle operazioni;
- importi ricevuti;
- prove di occasionalità o di abitualità;
- utilizzo di più piattaforme.
2. Valutare il rischio fiscale caso per caso
Le soglie non sono la linea di confine dell’impresa: sono solo il punto in cui scatta la comunicazione.
L’abitualità può emergere anche sotto i 2.000 euro o con meno di 30 operazioni, se l’attività è sistematica.
3. Integrare strumenti digitali e dashboard delle piattaforme
Molti provider mettono già a disposizione report dettagliati che possono aiutarci a:
- ricostruire il profilo dell’attività;
- verificare l’evoluzione dei volumi;
- anticipare possibili segnalazioni.
4. Accompagnare i clienti nella regolarizzazione
A seconda della situazione:
- apertura IVA in regime forfettario;
- dichiarazione integrativa;
- ravvedimento operoso;
- predisposizione della documentazione che dimostra l’occasionalità.
5. Prepararsi all’accertamento digitale
Gli algoritmi incrociano dati molto più velocemente di quanto si possa contestare a posteriori.
Per questo è fondamentale arrivare preparati: tracciabilità dei flussi, descrizione dei beni, motivazioni dell’occasionalità.
Casistiche operative: come cambia l’inquadramento
Ecco alcuni scenari tipici tratti dall’esperienza professionale e coerenti con il perimetro delineato dalle nuove norme:
🔹 Vendita sporadica di capi personali su Vinted (< 2.000 € e meno di 10 transazioni)
→ Possibile cessione di beni personali non imponibile.
🔹 Vendita mensile di articoli acquistati per rivendere
→ Reddito d’impresa con obbligo IVA e contabilità.
🔹 Attività continuativa su più piattaforme (eBay + Etsy)
→ Impresa commerciale ai sensi dell’art. 2082 c.c.
🔹 Produzione e vendita di articoli artigianali
→ Impresa artigiana, iscrizione CCIAA e gestione INPS.
🔹 Vendite tramite piattaforme estere (es. Etsy EU)
→ Obblighi IVA intracomunitari e registrazione VIES.
Il denominatore comune è semplice: dove c’è abitualità, c’è impresa.
Conclusione
DAC7 segna l’inizio di una fiscalità digitale completamente nuova.
Le piattaforme diventano “fornitori di dati” e gli accertamenti non partono più da sospetti, ma da algoritmi.
Per i contribuenti, questo richiede consapevolezza.
Per noi professionisti, rappresenta una nuova occasione di specializzazione: analisi dei flussi, compliance preventiva, gestione dei rischi e supporto digitale.
Come possiamo supportarti
Verifichiamo insieme i tuoi dati, analizziamo le soglie DAC7, identifichiamo eventuali rischi di abitualità e predisponiamo le azioni necessarie: monitoraggio, regolarizzazione o apertura della partita IVA.
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