Nel 2026 il quadro delle agevolazioni “accessorie” agli interventi edilizi si fa più selettivo.
Il bonus mobili resta, ma con un orizzonte ormai limitato. Il bonus barriere architettoniche al 75%, invece, non è più in gioco.

Tradotto: alcune misure sopravvivono, altre si ridimensionano, altre ancora cambiano collocazione normativa. E chi non aggiorna le proprie informazioni rischia di basarsi su regole che non esistono più.

Bonus mobili 2026: ultimo giro (per ora)

Il bonus mobili è prorogato per il 2026, ma con caratteristiche ben precise:

  • detrazione del 50%;
  • limite massimo di spesa: 5.000 euro;
  • ripartizione in 10 quote annuali;
  • pagamento con strumenti tracciabili (bonifico, carta di credito/debito, assegno).

Fin qui, nulla di sorprendente. Il punto critico è un altro: il bonus mobili non è autonomo.

Spetta solo se è stato eseguito almeno un intervento di ristrutturazione edilizia agevolabile sull’immobile, a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei mobili.

Senza intervento edilizio “trainante”, il bonus mobili semplicemente non esiste.

Attenzione agli interventi che non danno più diritto al bonus

Dal 2025 non sono più agevolabili gli interventi consistenti nella sostituzione o nuova installazione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.

Questo ha un effetto diretto anche sul bonus mobili:
se l’unico intervento effettuato rientra tra quelli esclusi, il bonus mobili non spetta.

È uno di quei casi in cui l’errore non si vede subito, ma emerge al momento della dichiarazione dei redditi. E a quel punto non si torna indietro.

Cosa si può acquistare (e cosa no)

Il bonus mobili copre:

  • mobili nuovi;
  • grandi elettrodomestici con specifiche classi energetiche minime:
    • almeno classe A per i forni,
    • almeno classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie,
    • almeno classe F per frigoriferi e congelatori.

Sono comprese anche le spese di trasporto e montaggio.
Non rientrano, invece, porte, pavimentazioni, tende, complementi d’arredo non qualificabili come mobili o grandi elettrodomestici.
Nel 2027, salvo nuove proroghe, il bonus mobili non sarà più riconosciuto. Il 2026 potrebbe quindi rappresentare l’ultima finestra utile nel breve periodo.

Barriere architettoniche: fine del 75%, ma non di tutto

Dal 2026 non è più in vigore la detrazione al 75% per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Questo non significa che ogni intervento in materia sia escluso dalle agevolazioni.
Alcune opere finalizzate al superamento delle barriere possono rientrare nel bonus ristrutturazione ordinario.

Ad esempio:

  • installazione di ascensori e montacarichi;
  • interventi che, attraverso tecnologie avanzate (robotica, comunicazione, dispositivi specifici), favoriscano la mobilità interna ed esterna per persone con disabilità grave.

La differenza è evidente:
non c’è più un bonus “dedicato” al 75%, ma alcune spese possono essere agevolate nell’ambito della detrazione per ristrutturazione, con le aliquote previste per il 2026 (50% su abitazione principale, 36% negli altri casi).

Il punto chiave: verificare prima, acquistare dopo

Bonus mobili e interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche sono ambiti in cui l’errore più frequente è procedere per consuetudine.

“L’anno scorso si poteva fare.”
“Ho sempre detratto anche questo.”

Nel 2026 questo approccio non funziona più.

Serve verificare:

  • che l’intervento edilizio sia effettivamente agevolabile;
  • che sussistano i requisiti soggettivi;
  • che le modalità di pagamento siano corrette;
  • che le spese rientrino nei limiti previsti.

La differenza tra una detrazione valida e una contestabile spesso sta nei dettagli formali.
Nel prossimo articolo analizzeremo il sismabonus e il sismabonus acquisti: strumenti ancora operativi, ma con prospettive che cambiano sensibilmente dal 2028 in poi.

Bonus mobili 2026: stai programmando lavori e acquisti collegati?

Prima di firmare ordini o preventivi, verifichiamo insieme se le condizioni per la detrazione ci sono davvero.
Meglio un controllo in più oggi che una detrazione persa domani.

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