Gli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili non sono più soltanto un tema interno all’impresa. Sempre più spesso incidono anche sul rapporto con il sistema bancario e sulla capacità dell’azienda di ottenere credito.

Abbiamo già approfondito il quadro generale degli adeguati assetti aziendali nei contenuti dedicati presenti sul nostro blog. Qui ci concentriamo invece su un aspetto specifico: il legame tra assetti adeguati, informazioni economico-finanziarie e bancabilità dell’impresa.

Oggi una banca non valuta più soltanto il bilancio chiuso l’anno precedente. Il bilancio resta importante, ma da solo non basta. Gli istituti di credito guardano sempre di più alla capacità dell’impresa di produrre dati aggiornati, attendibili e utili per valutare la sostenibilità del debito.

In concreto, possono diventare rilevanti informazioni su flussi di cassa, andamento economico infrannuale, esposizione debitoria, margini, previsioni finanziarie e capacità dell’impresa di intercettare per tempo eventuali segnali di difficoltà.

Sono tutti elementi che rientrano, direttamente o indirettamente, nella logica degli adeguati assetti.

Adeguati assetti e banche: perché la banca guarda agli assetti

Le Linee Guida EBA sulla concessione e il monitoraggio dei prestiti hanno rafforzato l’attenzione delle banche verso la qualità delle informazioni disponibili e verso la capacità dell’impresa di rimborsare il finanziamento nel tempo.

Questo significa che l’accesso al credito dipende sempre meno da una valutazione puramente storica e sempre più da una lettura prospettica dell’azienda.

Una PMI che dispone di contabilità aggiornata, report periodici, controllo della liquidità e pianificazione finanziaria è più leggibile per la banca. E un’impresa più leggibile è anche più valutabile.

Naturalmente, avere adeguati assetti non significa ottenere automaticamente un finanziamento. Significa però presentarsi con informazioni più solide e ridurre l’incertezza nella valutazione del merito creditizio.

Il collegamento con il rating bancario

Il tema riguarda anche il rating bancario.

Una banca valuta l’impresa sulla base di numeri, comportamenti, affidabilità storica e prospettive future. Se l’azienda non monitora la propria liquidità, non conosce la sostenibilità del debito o non produce dati aggiornati, la percezione del rischio può peggiorare.

Al contrario, un’impresa che governa i propri numeri può dialogare con la banca in modo più consapevole.

Gli adeguati assetti diventano quindi uno strumento utile non solo per prevenire la crisi, ma anche per rafforzare la credibilità dell’impresa nei confronti del sistema finanziario.

Cosa serve davvero a una PMI

Per una PMI non si tratta di costruire una struttura burocratica complessa. Servono però strumenti minimi, concreti e proporzionati alla dimensione aziendale.

Tra questi rientrano una contabilità aggiornata, situazioni periodiche, controllo dei flussi di cassa, monitoraggio dell’indebitamento, analisi dei margini, budget e verifica della sostenibilità degli impegni finanziari.

La bancabilità passa sempre di più dalla qualità delle informazioni che l’impresa è in grado di produrre.

Per questo gli adeguati assetti non devono essere considerati solo un obbligo previsto dalla legge. Sono anche uno strumento per gestire meglio l’azienda, prendere decisioni più consapevoli e presentarsi in modo più credibile verso banche, fornitori, soci e altri interlocutori.

Adeguati assetti e banche: conclusione

Il rapporto tra impresa e banca sta cambiando. Oggi non basta più raccontare che l’azienda è solida: occorre dimostrarlo con dati, procedure e strumenti adeguati.

In Adema affianchiamo le imprese nella verifica e nella costruzione degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili, aiutandole a trasformare un obbligo normativo in uno strumento concreto di controllo, pianificazione e dialogo con il sistema bancario.

Perché un’impresa che conosce davvero i propri numeri è più solida, più credibile e più preparata ad affrontare le decisioni che contano.

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